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L’Open Source che trasforma l’IT: in arrivo il Red Hat Tour 2013

Un evento di portata internazionale che coinvolgerà Europa e Medio Oriente:: è il Tour Red Hat 2013 che illustrerà strategie e best practice per trasformare l’architettura IT aziendale con tecnologie open source e migrare da soluzioni fisiche a infrastrutture virtuali e cloud. In Italia l’appuntamento è a Milano il 23 aprile.

Nell’attuale situazione economica il successo di un’azienda è sempre più legato alla comprensione dei propri clienti, alla relazione con essi che passa attraverso gli strumenti a loro preferiti – canali mobili e social compresi – e alla capacità di fornire rapidamente prodotti e servizi innovativi. 

I responsabili mondiali e italiani di Red Hat forniranno indicazioni  su come le tecnologie open source siano in grado di semplificare l’IT, aiutando i clienti a concentrarsi sull’innovazione, sfruttando gli investimenti esistenti.

Ciò che una volta era un sistema di enterprise computing proprietario e avanzato è rapidamente diventato una costosa infrastruttura legacy. Migrare applicazioni mission critical su sistemi open source economicamente convenienti, scalabili e flessibili è una scelta di business azzeccata”, commenta Werner Knoblich, VP e General Manager EMEA in Red Hat. “Le aziende dedicano diversi anni e spendono milioni di Euro per sviluppare infrastrutture IT e, nella maggior parte dei casi, desiderano utilizzare gli investimenti esistenti piuttosto che sostituire tutto. Le soluzioni Red Hat sono in grado di supportare l’evoluzione di una strategia hybrid cloud – sfruttando l’architettura esistente e fornendo flessibilità d’implementazione – fisica, virtuale e cloud”.

I partecipanti potranno conoscere meglio OpenShift, la soluzione Platform-as-a-Service (PaaS) di Red Hat per lo sviluppo di nuovi progetti e applicazioni.

Le aziende devono sempre più favorire l’innovazione e il time-to-market per nuovi servizi e applicazioni e, in questo contesto, PaaS è un modello di servizio cloud che rivoluziona lo sviluppo applicativo, rendendolo agile e flessibile. Questo permette alle imprese di ridurre i costi e aumentare l’efficienza di utilizzo delle risorse.

Altre sessioni comprendono:

Migrare applicazioni mission-critical a un’infrastruttura basata su standard
Migrare su un’altra piattaforma o applicazione richiede un’attenta valutazione. Le organizzazioni più accorte sanno che tale cambiamento porta con sé delle opportunità. Una migrazione ben eseguita permette di mantenere l’operatività quotidiana, gestendo al contempo il rischio, tenendo sotto controllo i costi e pianificando per il futuro.

Ripensare i data center ad elevata disponibilità
Quando gli ambienti mission-critical vengono migrati a infrastrutture standard, le aziende devono garantire la stessa affidabilità e disponibilità assicurata da un ambiente proprietario. Red Hat è in grado di fornire disaster recovery a elevata disponibilità per data center e database a costi inferiori rispetto e soluzioni proprietarie.

Passare a una piattaforma aperta per favorire l’innovazione
Flessibilità e velocità sono elementi chiave quando si sviluppano, implementano e gestiscono applicazioni e processi di business. Le aziende possono fare di più con meno migrando da piattaforme proprietarie a soluzioni aperte.

Data center dinamico – sogno o realtà?
Ottenere agilità sull’intera infrastruttura è un fattore fondamentale per ridurre la complessità e sfruttare gli asset IT in modo più efficiente. Grazie all’utilizzo di soluzioni open source basate su standard e API aperte,   le aziende possono sviluppare le loro strategie da private cloud flessibili basate sulla virtualizzazione all’utilizzo di cloud pubblici on-demand.

In Italia il Red Hat Tour farà tappa a Milano il 23 Aprile 2013, presso l’esclusivo Hotel Nhow in via Tortona 35.

 


L’Open Source che trasforma l’IT: in arrivo il Red Hat Tour 2013 - Ultima modifica: 2013-03-12T10:24:15+00:00 da Francesco Marino

Giornalista esperto di tecnologia, da oltre 20 anni si occupa di innovazione, mondo digitale, hardware, software e social. È stato direttore editoriale della rivista scientifica Newton e ha lavorato per 11 anni al Gruppo Sole 24 Ore. È il fondatore e direttore responsabile di Digitalic

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