Fulmine a ciel sereno. Jeff Bezos, fondatore di Amazon, lascerà la carica di amministratore delegato (CEO) a Andy Jassy, attualmente al vertice di Amazon Web Services (AWS). Il tutto accadrà nel terzo trimestre del 2021. “Per quanto io balli ancora il tip tap in ufficio, sono entusiasta di questa transizione“, spiega nella nella lettera ai dipendenti in cui annuncia che resterà in Amazon come Presidente Esecutivo, per dedicare “energie e attenzione a nuovi prodotti e iniziative sperimentali”.
Un cambio di strategia dopo 27 anni quando “Amazon era solo un’idea e non aveva un nome“, scrive Bezos dove caldeggia Andy Jassy come “un leader eccezionale” che ha la sua piena fiducia. Il fondatore di Amazon sottolinea che la chiave del successo dell’azienda si chiama “innovazione” e che non c’è migliore complimento per un inventore di vedere un’idea sorprendente diventare banale e normale dopo poco tempo.
A 57 anni, con un capitale personale di quasi 196 miliardi di dollari, oggi Bezos è il secondo più ricco del pianeta dopo Elon Musk, ma non si tira indietro di fronte a nuove sfide: “Non ho mai avuto più energia di ora, e non intendo di certo andare in pensione”, scrive.
Ci sono poi le altre attività per Bezos, tra cui il quotidiano Washington Post e la società spaziale privata Blue Origin. E le iniziative filantropiche, come il suo Day One Fund e il Bezos Earth Fund, al quale l’anno scorso ha fatto una donazione di 10 miliardi di dollari. “Nutro davvero molta speranza nell’impatto che penso queste organizzazioni possano avere“, spiega.
Amazon è nata sui sedili di un’auto, nel tragitto tra New York e Seattle, dove Jeff Bezos ha scritto un primo abbozzo di business plan. Al garage, luogo simbolo della nuova imprenditoria americana, c’è arrivata nel 1995, per vendere libri su Internet. Oggi la sua “eredità” passa ad Andy Jassy.
Il futuro CEO, ha frequentato l’Harvard Business School e lavora in Amazon dal 1997, dove ha guidato il team Amazon Web Services fin dalla sua fondazione nel 2003, diventando poi CEO di AWS nel 2016. La scelta di Jassy è rivelatoria, perché ci racconta come il cloud computing sia una priorità non solo per Amazon, ma per tutto il mondo, in un momento in cui a causa della pandemia l’uso del web e dei suoi servizi è esploso, mettendo il turbo a un processo già in atto.
A livello di scelte Bezos dice: “Sono fiero quando per Amazon scelgo la via più coraggiosa, magari più difficile e meno remunerativa, ma più innovativa. All’inizio eravamo solo esperti di vendite online, così quando abbiamo puntato sull’hardware e sui servizi, con il Kindle e il suo store siamo partiti da zero. Come bambini, abbiamo camminato e inciampato, ci siamo scottati, ma abbiamo seguito la nostra intuizione. È stata un’esperienza che ci ha fatto crescere“.
Parlando di fatturato di Amazon Web Services nel quarto trimestre 2020 ha raggiunto 12,74 miliardi di dollari, in crescita del 28% sullo stesso periodo dello scorso anno, mentre il giro d’affari sull’intero anno ha toccato 45,37 miliardi di dollari, aumentando del 30%. Questi risultati si collocano all’interno di una trimestrale Amazon che ha visto crescere le vendite nette del 44% a 125,6 miliardi di dollari, rispetto agli 87,4 miliardi del Q4 2019. L’utile netto è salito a 7,2 miliardi di dollari rispetto ai 3,3 miliardi dell’anno prima.
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