La guerra in Ucraina non sembra giungere ad una conclusione, almeno per il momento. I bombardamenti dei russi proseguono e questo fa sì che i colossi del web e del tech continuino a prendere decisioni contro la Russia. Diverse iniziative sono già state attuate da aziende quali Apple, Microsoft, Google e Meta (ne abbiamo parlato qui) e molte altre ne stanno arrivando.
Tra le ultime, ma solo in ordine di tempo, quella della sudcoreana Samsung, che attraverso il sito di Bloomberg ha comunicato una serie di provvedimenti che intende prendere contro la Russia.
Ebbene, in segno di protesta contro al Russia di Vladimir Putin, Samsung ha deciso che non esporterà più i propri smartphone e chipset nel Paese. Oltre a questo, l’azienda metterà fine ai suoi servizi in territorio russo. Per il momento, dunque, visto il perdurare della guerra in Ucraina, i rapporti tra Samsung e Russia si interromperanno e a breve i prodotti dell’azienda sudcoreana potrebbero risultare introvabili. Una decisione drastica ma senz’altro in linea con quanto deciso dalla concorrente americana Apple, che qualche giorno fa ha comunicato la propria intenzione di non vendere più i suoi prodotti in Russia sia attraverso il sito ufficiale sia attraverso l’esportazione. La decisione di Samsung appare alquanto rilevante anche perché il brand detiene circa il 30% del mercato russo per quanto riguarda il settore degli smartphone, una fetta davvero importante.
Le iniziative che Amazon ha preso in favore dell’Ucraina sono state comunicate su Twitter dall’amministratore delegato Andy Jassy. Nel suo tweet di qualche giorno fa si legge: “La situazione in Ucraina è molto preoccupante e lo diventa ogni giorno di più. Amazon è con il popolo ucraino e continuerà ad aiutare. Stiamo supportando le ONG umanitarie in azione sul territorio attraverso donazioni in denaro mentre i nostri dipendenti e la nostra logistica forniscono aiuto alle persone che ne hanno bisogno e assistenza alle aziende e ai governi per la sicurezza informatica“. Attualmente, dall’inizio della guerra in Ucraina, Amazon avrebbe donato circa cinque milioni di dollari.
Mentre le grandi aziende tech continuano a boicottare la Russia, quest’ultima, sebbene ormai del tutto isolata, non resta di certo a guardare. Il governo di Putin ha comunicato di aver bloccato l’accesso a Facebook e Twitter su tutto il territorio russo. Le due piattaforme social sarebbero ree di discriminare i media russi. La Russia avrebbe altresì bloccato l’accesso a Google Play Store e App Store di Apple, che nei giorni precedenti avevano annunciato il blocco in Europa e in Ucraina delle app di Russia Today e Sputnik News.
immagine: Pixabay
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