Secondo uno studio condotto dalla società di comunicazione SimpleTexting, la classifica dei social più tossici sarebbe vinta da Twitter. L’indagine è stata condotta su un campione di utenti americani di età compresa tra i 18 e i 75 anni e al primo posto si è piazzata propria la piattaforma social di microblogging. A contare sono state soprattutto problematiche legate all’incitazione all’odio, disinformazione e cyberbullismo.
Con un punteggio di 7.82, Twitter si è piazzato al primo posto della classifica dei social più tossici. A contare, nel suo caso, sono stati soprattutto i discorsi aggressivi, le cancellazioni rapide e soprattutto la difficoltà nel creare uno scambio di opinioni. Quest’ultimo aspetto, secondo gli utenti, sarebbe da addebitare allo scarso numero di caratteri a disposizione per ciascun tweet.
Al secondo posto di questa classifica si è piazzato Reddit, con un punteggio di “tossicità” di 7.63. In questo caso, a contare maggiormente, sembra essere stata la possibilità di poter pubblicare anche in modo del tutto anonimo. Secondo gli utenti che hanno preso parte allo studio, ciò fomenterebbe episodi negativi.
Sul podio, al terzo posto, è finito anche Facebook, con un punteggio di 7.47. Nel suo caso, ad aver contato negativamente, soprattutto la diffusione di disinformazione e fake news.
Questi tre social network guidano la classifica anche dal punto di vista della presenza di troll, ossia delle persone che cercano post per scrivere commenti negativi. Secondo gli utenti, la presenza di questi troll è più massiccia in Twitter, che guida guida la classifica (38%), seguito da Facebook (26,9%) e quindi da Reddit (14,8%).
La classifica dei social più tossici prosegue poi con TikTok (6.83), Instagram (6.59), Snapchat (5.72) e YouTube (5.38). Sorprende certamente la posizione non molto alta di Instagram, social network che più volte è finito sul banco degli imputati a causa dei risvolti psicologici negativi che avrebbe soprattutto sugli utenti più giovani. In particolare, Instagram è stato accusato di creare ansia, depressione e una falsa percezione dell’immagine che si ha di sé. Tutti aspetti negativi alimentati dall’uso di filtri, che restituiscono una falsa realtà, e di modelli che non corrispondono al reale e che impattano in maniera assai negativa soprattutto sui ragazzi più giovani.
immagine: Pixabay
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