42. È la risposta alla domanda fondamentale sulla vita, l’universo e tutto quanto, elaborata dopo un calcolo durato sette milioni e mezzo di anni. La citazione, tratta da “Guida galattica per gli autostoppisti”, best seller ironico e sferzante del 1980 creato dal genio di Douglas Adams, è il nome che la Sharebot ha voluto dare alla sua ultima creazione: 42. Un omaggio divertito che racconta la fresca genialità di una startup tutta italiana, nata in un garage e diventata realtà commerciale solo nel 2013 con la costituzione della srl.
Oggi Sharebot, con sede operativa a Nibionno, al confine tra le province di Lecco e Monza e Brianza, è l’unico produttore di stampanti 3D europeo che ha in catalogo le quattro principali famiglie di tecnologie , disponibili a prezzi competitivi, nonché il maggiore italiano. Nel capannone rustico di via Montello 18 l’intero staff ha presentato la nuova 42: “La risposta professionale user-friendly, è la stampante che abbiamo sempre sognato”, spiega entusiasta il giovane presidente Andrea Radaelli. “Questo modello è stato concepito per ridurre gli ingombri e massimizzare l’area di stampa effettiva – continua il fondatore di Sharebot –. La stampante presenta oltre 125 nuovi particolari rispetto ai modelli precedenti: dall’autocalibrazione del piano all’ugello intercambiabile, dalla velocità potenziata alla webcam integrata per seguire in diretta la realizzazione del prodotto”. Una stampante pensata per i professionisti, le industrie, il settore medico e quello creativo.
“Sharebot 42, collegabile fin da subito alla rete aziendale o domestica, consentirà all’utente di programmare la stampa da remoto, controllandone in tempo reale tutte le fasi di stampa – ha precisato l’amministratore delegato, Arturo Donghi –. Questa è la fabbrica di domani che noi abbiamo in mente”.
Un traguardo che è solo un nuovo punto di partenza per l’azienda che è una realtà già punto di riferimento in Italia, presente in 15 Paesi, con due uffici esteri a Berlino e Madrid e un 3D store a Firenze. Ricerca, assistenza e formazione sono i pilastri che guidano Sharebot, che si presenta oggi sul mercato con un nuovo e innovativo filato ad alta sostenibilità, basato su carta riciclata in un materiale idrosolubile, riciclabile insieme a carta e cartone. Un materiale incredibilmente elastico e malleabile, perfettamente saldabile utilizzando semplicemente dell’acqua, facilmente modellabile e lucidabile.
“La nostra mission di domani – conclude Donghi – è continuare nella ricerca aiutando la piccola e media impresa, offrendo prodotti sempre più personalizzati”. Il domani è già qui ed è galattico.
di Sarah Valtolina
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