Siamo nel bel mezzo di una vera e propria “digital business transformation” che le aziende non possono ignorare. Il software guida questa transizione
di Cecilia Cantadore
Il 50% del business diventerà digitale entro i prossimi 24 mesi; la tecnologia porterà a una riduzione dei costi aziendali del 30% entro il 2018; nel 2020 saranno presenti negli store online un trilione di app; nel 2017 il 50% degli acquisti saranno effettuati da dispositivi mobile.
Insomma, i numeri parlano chiaro: siamo nell’era del business digitale e le aziende devono essere pronte a una trasformazione profonda delle funzioni IT. Il cambiamento in atto può portare a grandi opportunità ma pone anche sfide da non sottovalutare. È quindi giunto il momento di prendere coscienza delle “scatole mentali” che i nostri cervelli – e i vertici delle imprese – sono abituati a usare per formare categorie, è ora di rompere gli schemi abituali e di aprire la mente all’innovazione.
L’Information Technology porta oggi a una “Economia delle Idee”: la digital disruption nasce da chi ha idee di business vincenti e utilizza strumenti nuovi e innovativi per realizzarle. Chiunque può contribuire a cambiare il mondo, ecco perché “è il momento di abbracciare la rivoluzione digitale, prima che lo facciano i competitor”, come esorta Stefano Venturi, Amministratore Delegato del gruppo Hewlett-Packard in Italia e Corporate Vice President Hewlett-Packard Incorporated, in occasione della terza edizione di HP Software Performance Tour, a Stresa, davanti a una platea di clienti e partner. Venturi ha sottolineato l’importanza del software, “elemento trainante di questa trasformazione, alla base del cambiamento. Il suo sviluppo, rapportato alle nuove esigenze e a una visione sul futuro, può fare la differenza”.
Oltre ad avere un nuovo approccio “mentale”, ogni azienda dovrebbe affiancare all’infrastruttura, definita Core IT, una sezione innovativa, cosiddetta Fluid IT. Nasce così la Bimodal IT, composta appunto da Fluid IT e Core IT. Come ha spiegato Mike Shaw, Director of Solutions Marketing, HP Software, Hewlett-Packard arricchisce la propria offerta tenendo conto di questo approccio “bimodale”, con nuove proposte soprattutto nella sezione Fluid IT.
Oltre a un’adozione rapida delle soluzioni Fluid, la “ricetta” di HP suggerisce di puntare sull’Hybrid Cloud, di utilizzare dispositivi mobile esplorando i possibili business a essi collegati, di sfruttare i Big Data e, ovviamente, di mettere al centro di ogni processo la sicurezza. Frank Mong, VP & GM, HP Enterprise Security Products, ha sottolineato infatti come il software sia il cuore della cyber security e come HP abbia soluzioni per tutti i tipi di esigenze, anche grazie alle recenti acquisizioni fatte.
In tutti i settori, senza distinzioni, “le soluzioni software diventano il collante delle aree di trasformazione” conclude Corrado Sterpetti, Vice President and General Manager della Business Unit Software & Solutions di HP EMEA South Region. “Il software abilita l’idea di software-defined data center, ricade sulla divisione infrastrutturale. Ogni azienda deve intraprendere un percorso e HP si pone come risolutore non di un problema specifico, ma di tutto il processo, anche grazie alle partnership con distributori a valore aggiunto, che abbiano una visione di insieme, la capacità e la voglia di fare da abilitatori verso i propri clienti partner”.
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