Anna Amati è Architetto, “abilitatrice” dell’innovazione, mamma di tre figli, imprenditrice di successo in un mondo che è sempre stato considerato prettamente maschile. Una donna legata alle radici della tradizione ma che ha sempre guardato avanti, al futuro, all’innovazione. Questa è Anna Amati, fondatrice e Vicepresidente di Meta Group, società internazionale specializzata in attività di advisory e consulenza, membro del comitato esecutivo di Italia Startup e coordinatrice italiana della Kaufmann Foundation.
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In realtà volevo diventare medico. Ho frequentato il liceo classico. Mio padre ingegnere, però, un giorno ha deciso di portarmi in alcuni cantieri e in una villa che stava ristrutturando. Da quel giorno ho cambiato idea sul mio futuro. Dopo la maturità ho trascorso una vacanza-studio di tre mesi in Australia e, al mio rientro, mi sono iscritta alla facoltà di Architettura alla Sapienza di Roma.
L’innovazione non ha limiti e confini. In ogni settore. E così credo anche in quello dell’edilizia e dell’architettura. Certo, pensando ai software disponibili oggi mi rendo conto di quanto io abbia “faticato” e di quanto invece l’innovazione abbia rivoluzionato positivamente la qualità della vita degli architetti.
Per quanto mi riguarda, l’incontro con l’innovazione è stato molto naturale e spontaneo. Già durante gli studi mi sono soffermata sui nuovi materiali, sulle tecnologie per un’edilizia sempre più attenta alla qualità dell’ambiente e della vita. E mi sono subito resa conto di quanto fossero arretrate le tecniche costruttive, gli strumenti, i prodotti e i componenti. Così, appena laureata, ho progettato nuove soluzioni per il mercato come ad esempio “Sigma”, un software per la manutenzione programmata degli edifici.
Sì, certamente. L’importante è capire bene il significato di innovazione. Non basta sostituire un macchinario o aprire la propria pagina su Facebook. L’innovazione passa prima per la persone a capo di un’azienda che devono ripensare e innovare i loro modelli di business anticipando così il mercato che si modifica velocemente. Persone capaci di mettersi alla prova e di ascoltare le esigenze dei clienti.
“Puntare su Innovazione e Ricerca è la chiave per la ripresa e l’uscita dalla crisi”, dice Anna Amati. Questo lo slogan che sento ripetere sempre durante i convegni istituzionali. Ma concretizzarlo richiede conoscenza, visione, stabilità e capacità di esecuzione e il nostro Paese è composto di Regioni, ognuna con la propria visione di politiche e di sviluppo. Altri elementi di criticità riguardo l’innovazione sono poi l’instabilità, l’immobilismo e la burocrazia, oltre l’incapacità di lavorare tutti in una stessa direzione per un obiettivo comune.
Più che alle aziende mi piace pensare agli imprenditori innovativi. Ambizione, determinazione, visione, pensiero positivo, curiosità, apertura mentale, capacità di gestione del rischio, focalizzazione. Queste, a mio avviso, le caratteristiche principali oltre a una visione globale dei mercati, a precorrere i cambiamenti, capire e confrontarsi con le mutevoli esigenze dei clienti senza mai trascurare la valorizzazione dei collaboratori all’interno dell’impresa.
Nella mia esperienza il successo di un business è legato in primo luogo al team proponente. Sono importanti preparazione, capacità, full commitment, complementarietà, capacità di convincimento, serietà e focalizzazione oltre che le potenzialità di mercato del prodotto/servizio e l’organizzazione commerciale. È naturale che un progetto convincente debba garantire un ritorno economico e un modello efficace di business.
In un’intervista lei ha dichiarato che “la formazione è determinante per la crescita e la nascita di nuove imprese”
Come imprenditrice ritengo sia importante investire ogni giorno il proprio tempo per la formazione e la crescita. Viviamo in un mondo veloce. Non formarsi adeguatamente significa rimanere indietro. E tutto ciò richiede impegno e volontà. Per questo sono fondamentali la conoscenza professionale della lingua inglese e del digitale, ma anche la predisposizione al confronto e alle partnership internazionali.
È una domanda interessante cui pochi di noi possono rispondere seriamente e in maniera esauriente. Qualunque siano gli scenari, credo sia importante non farsi trovare impreparati con linee guida chiare, formazione seria e tanto buon senso.
Inoltre la curiosità è un altro elemento importante per sviluppare nuove idee e soluzioni… Sono sicura che l’innovazione continuerà a sorprenderci e a regalarci maggiori opportunità per migliorare la qualità della vita del nostro Pianeta. Essere preparati e consapevoli farà la differenza tra subire o guidare l’innovazione. A ognuno di noi la scelta.
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